Quest’estate abbiamo un’occasione unica: sfruttare la storia e l’universo tolkeniano per alimentare la sorprendente fantasia dei bambini e valorizzare la creatività artistica degli adolescenti e dei volontari. Senza scomodare Il Signore degli Anelli, in alternativa, il tema del pellegrinaggio di per sé stimola in ciascuno un immaginario diversificato, fatto di storie, desideri, mete lontane, foto, video, diari, testimonianze e le “fiamme negli occhi” di qualcuno tornato da un’esperienza unica. 
Quest’anno i nostri oratori diventeranno il luogo in cui riconoscersi pellegrini in cammino, chiamati a compiere nella propria vita tutti e sette i passi, ciascuno a suo modo e con la propria andatura, come Frodo e Sam, in pellegrinaggio per liberarsi di un gravoso fardello: l’Anello del potere.
Il tema del pellegrinaggio può aiutare i nostri ragazzi, preado e ado, a leggere la propria vita dentro un nuovo paradigma che riconosce la fatica, la lentezza e la debolezza come possibilità d’essere che non sminuiscono l’essere umano e non rendono la vita meno degna di essere vissuta: tutti siamo in cammino – un cammino non semplice – ma possiamo farci guidare da chi ci indica un sentiero di gioia, di fraternità e di condivisione.
Tuttavia, proprio per questo, limitarci al pellegrinaggio potrebbe risultare lontano, “freddo” e prematuro per i bambini e le bambine che vogliamo animare durante l’Oratorio estivo. Ecco che allora entra in scena il mondo fantasy in cui Hobbit, Elfi, Nani e Umani camminano insieme, uniti da un obiettivo comune: salvare il mondo dalle forze del Male. Lo fanno attraversando luoghi mitici e fantastici, intrisi di magia e mistero, ricchi di storie e lingue da scoprire, che pullulano di natura risvegliata e popolazioni stravaganti.
Affrontare il tema del pellegrinaggio in un contesto finzionale, in cui i bambini possono immergersi, è importante per diminuire il carico emotivo e permettere a tutti di affrontare le tappe del percorso grazie a un mediatore narrativo e scenografico. Vorremmo che tutti i bambini e i ragazzi, nei nostri oratori, venissero galvanizzati all’idea di esplorare la Contea, attraversare le miniere di Moria, raggiungere il cancello nero di Mordor e doversi nascondere da un gruppo di Nazgûl in pattuglia. Che bello avere gli animatori in costume per accogliere, recitare, giocare o ballare durante le giornate di Oratorio estivo, ma ancora più bello sarebbe poter vivere i momenti con grandi allestimenti e scenografie tolkieniane.

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